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A prima vista la procrastinazione rappresenta una delle abitudini più inutili dell’Universo.
Si sente una certa pressione esterna nel dover fare qualcosa…… che non facciamo…, piuttosto ci ritroviamo a bighellonare, a pulire la nostra scrivania o ci sorprendiamo in qualche altro comportamento del tutto irrilevante.
E alla fine l’alternativa scelta non è in grado di farci sentire meglio rispetto alla cosa che si sta evitando.
Perché facciamo tutto ciò?
Nella procrastinazione sono coinvolti diversi aspetti:

– un’autorità, che rappresenta il compito da svolgere ed il senso di urgenza ad esso collegato. Il suo condizionamento aumenta con l’avvicinarsi della scadenza. L’autorità ha un volto, nel qui ed ora, (insegnante, trainer, capo), che attiva introiezioni, strutture energetiche congelate relative all’infanzia.

– Una parte impaurita e accondiscendente, suscettibile della rabbia altrui e che obbedisce all’autorità. Anche questa parte è arcaica: è lì dal nostro primo giorno di scuola, o anche da prima…

– Una parte ribelle, audace, che rifiuta di fare ciò che le viene detto… questa parte è in qualche modo più giovane della seconda: nasce dal momento in cui diminuisce la paura per le autorità e si inizia a cercare il modo per rifuggirle. Capita quindi che …. Hai corso il rischio… magari sei andato a giocare senza permesso, e talvolta i tuoi genitori hanno dimenticato quanto ti avevano detto.

Fintantoché solo queste tre parti sono coinvolte, lo schema è molto chiaro.
Come prima cosa rimandiamo il da farsi e, una volta che il potere dell’autorità aumenta, ci terrorizziamo, perché abbiamo bisogno di più tempo. In questa situazione di panico, è la parte accondiscendente a fare il lavoro; cercheremo di spostare la scadenza altrimenti rimarremo bloccati, rischiando il rifiuto o la perdita del lavoro.
Parlando in termini di Logosintesi, queste tre parti rappresentano strutture energetiche, stati dissociati ed introiezioni. Fintantoché una di queste tre parti rimarrà attiva, la procrastinazione continuerà.
Ci affidano un compito e lo evitiamo, la pressione aumenta e quindi lo portiamo a termine. È facile vedere come, allo stadio iniziale della cosa, la soluzione non arriverà di certo aumentando in maniera studiata la pressione. Questo non farebbe altro che incrementare il potere e la creatività della parte ribelle che direbbe: “di certo non mi incastrerai!!”
Una soluzione a lungo termine può arrivare soltanto dissolvendo queste tre parti e sviluppando un nuovo schema di azione.
Il modo di agire alternativo sarà in sintonia con ciò che davvero è importante per noi in questa vita e sarà in grado di attivare le risorse della parte adulta nell’ analizzare la situazione, stabilire ciò che è necessario, studiare un piano, chiedere l’aiuto che si necessita e quindi fare ciò che c’è da fare.
Fintantoché saranno in gioco le parti arcaiche, non possiamo avere accesso a tali capacità.
In che modo si concretizza questo passaggio da schemi infantili a comportamenti adulti orientati alla risoluzione dei problemi? Come primo passo, possiamo usare le frasi di Logosintesi invece rimandare l’inizio del lavoro pulendo la scrivania. Le frasi hanno come effetto quello di ridurre lo stress causato dal compito da svolgere e di dissolvere, a lungo andare, lo schema di procrastinazione.
Si inizia applicando la Logosintesi per identificare, localizzare e neutralizzare immagini e voci delle autorità nella nostra testa e nello spazio intorno a noi. Una volta che la parte arcaica si è dissolta, le parte accondiscendente e quella ribelle non avranno bisogno di reagire, e quindi scompariranno. Caratteristiche della personalità adulta, come autonomia, abilità e creatività saranno immediatamente a nostra disposizione, per il nostro Scopo.
Se poi questo compito da svolgere non è funzionale al nostro Scopo della Vita….beh, questa è un’altra storia!

Di Willem Lammers

Trad. Daniela Capodilupo